Maschere


zoomable

Phoque

Questa maschera con cuffia era uno degli elementi che formavano una muta in gomma e neoprene a volume costante, totalmente a secco, che consentiva al subacqueo di lavorare in ambienti molto freddi e a grandi profondità. Questo equipaggiamento venne costruito negli anni '60 dalla americana Aqualung e ripreso dalla Spirotechnique che apportò importanti miglioramenti e creò la muta "Phoque" di cui la maschera era uno dei vari elementi. Il subacqueo, rivestito con questa muta, doveva respirare l'aria con la bocca attraverso i corrugati ed espirarla dal naso. In tal modo si formava attorno al corpo del sommozzatore uno strato d'aria a volume costante. Quando si verificava un eccesso di aria, ad esempio durante la risalita, tre valvole di scarico poste una sulla testa e le altre due sotto le calzature, equilibravano automaticamente il volume d'aria all'interno della muta. La maschera aveva il vetro anteriore di forna ovale, incernierato su un lato e fissato sull'altro lato da una leva che lo premeva contro un o-ring a tenuta stagna. La maschera poteva quindi essere aperta quando il subacqueo era in superficie. La maschera Phoque della foto è priva di vetro frontale.