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Maschere e pinne

Cenni storici

Maschere
I primi tentativi per proteggere gli occhi durante le immersioni in mare risalgono alla fine del XVI° secolo. In Giappone, verso la fine degli anni '30, si diffusero occhialini artigianali realizzati in legno che però provocavano fastidiosi dolori poiché la pressione, non potendo essere compensata, li comprimeva contro le orbite generando il cosiddetto "colpo di ventosa" che provocava la rottura dei capillari.
Nel 1878 quando venne ideato il primo prototipo dell'ARO (autorespiratore ad ossigeno), fu costruita una maschera in caucciù che, oltre a proteggere gli occhi, copriva anche il naso permettendo così di effettuare la compensazione eliminando quella dolorosa e pericolosa compressione alle orbite.
Ma è solo a partire dal 1938 che ha inizio l'evoluzione moderna delle maschere per immersione.

La maschera subacquea è una componente essenziale delle attrezzature di chi si immerge poiché permette di avere una corretta visione dell'ambiente anche se le immagini degli oggetti vengono percepiti con un ingrandimento di circa 1/3. È composta da una parte in gomma o silicone e una parte trasparente, in vetro o plexiglas ed è dotata di boccaglio in modo da respirare in superficie continuando a mantenere la testa sotto il pelo dell'acqua.
Il boccaglio consiste in un tubo di gomma o plastica, più o meno rigido e sagomato a seconda del modello. Può essere di diverse lunghezze, con diametro variabile, a volte con un tappo che blocca l'ingresso dell'acqua. Termina in bocca con un tratto in gomma o silicone.

Esistono diversi tipi di maschera a seconda dell'uso:

  • gran facciale, che copre l'intero volto, bocca compresa, con l'erogatore inserito in una apposita apertura.
  • maschera per ARA, (immersioni con autorespiratore) che normalmente sono di dimensioni piuttosto abbondanti, talvolta con vetri laterali per permettere una ampia visione dell'ambiente circostante.
  • maschera per l'apnea, con dimensioni molto ridotte, a volte sono solo degli occhialini con l'aggiunta di un naso in silicone. In tal modo l'apneista risparmia aria durante la fase di compensazione.
Pinne
Negli Stati Uniti il primo ad inventare un paio di pinne primordiali realizzate con due sottili pezzi di legno, fu lo statista Benjamin Franklin. In seguito la sua idea fu perfezionata da Owen Churchill che fu il primo a rendere le pinne una realtà. Questo modello fu adottato dagli uomini rana della Marina Statunitense nei primi anni del 1949. In Italia le prime pinne vennero costruite negli anni 1930 da Luigi Ferraro per il marchio Cressi Sub e successivamente per la Technisub da lui fondata nel 1962. Anche Raimondo Bucher realizzò pinne rivoluzionarie negli anni '60. Le piuù celebri realizzazioni per il marchio Cressi sono state le pinne Rondine a scarpetta e le Caravelle per il marchio Technisub. Le pinne si possono classificare in:

  • pinne da apnea
  • pinne da ARA
  • monopinne
Maschere - Nr. 81
Pinne - Nr. 52