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Erogatori

Cenni storici


Come è noto l'erogatore è quell'apparecchiatura che consente al subacqueo di respirare in immersione l'aria contenuta nelle bombole.
All'inizio nacquero sistemi in cui l'aria veniva pompata manualmente dalla superficie all'interno di un elmo che copriva la faccia del subacqueo. I primi tentativi per progettare un vero sistema di respirazione subacquea risalgono alla metà del 1800.

Nel 1842 il francese Sandale ideò un apparato di respirazione rivoluzionario. Il sistema era a circuito chiuso. Una maschera di caucciù collegata da due tubi ad un sacco flessibile posto sul dorso, racchiudeva un filtro di calce sodata comunicante con una bombola di rame contenente ossigeno a 30 atmosfere. Il filtro utilizzando ossigeno e lo scambio dell'anidride carbonica consentiva di prolungare la permanenza sott'acqua. A causa della tossicità dell'ossigeno e della anidride carbonica molti subacquei venivano colpiti da malattie spesso mortali e il sistema fu presto abbandonato.

Paul Bert, intorno al 1870 cominciò ad indagare per spiegare la causa della malattia che colpiva subacquei ed operai apparentemente senza una ragione. Questa malattia venne chiamata "malattia da decompressione". Si capì che i gas che compongono l’aria, interagiscono chimicamente col corpo e proporzionalmente alla pressione.

Agli inizi del 1900 comparvero le prime tabelle di decompressione e successivamente comparve il primo autorespiratore a miscela, 30% Ossigeno 70% Azoto. Le ricerche erano concentrate quasi esclusivamente nel campo militare che misero a punto durante la 2a guerra mondiale il sistema ARO diventato famoso per le imprese di Ferraro con i Maiali e siluri.

La fine del conflitto diede una spinta al miglioramento dei sistemi di respirazione a circuito chiuso. Grazie al comandante Cousteau ed all’ing. Cagnan nasce l’erogatore automatico il Mistral che anch’esso verrà perfezionato col tempo trasformandosi nel moderno erogatore "bi-stadio" a circuito aperto. Poiché le bombole contengono aria a pressione molto elevata (200 bar e oltre), il primo stadio provvede a trasformare l’alta pressione, dell'aria o gas della bombola, nella cosiddetta "bassa pressione", circa 10 bar.
Anche a questa pressione l'aria non è ancora direttamente respirabile dal subacqueo. Interviene quindi il secondo stadio che riduce ulteriormente la pressione portandola alla pressione ambiente della profondità in cui il sub si trova. Il funzionamento è semplice ed automatico e nei moderni erogatori, grazie a particolari accorgimenti permette al subacqueo di respirare a qualsiasi profondità in sicurezza e senza il minimo sforzo polmonare.

Scubapro - Nr. 12